Panic selling: cos’è e perché avremo a che fare con questo fenomeno

panic selling

Cosa comporta il fenomeno del panic selling?

Di qui ai prossimi mesi molto probabilmente si assisterà al cosiddetto panic selling.

Nel trading, con i termini panic selling andiamo ad intendere nient’altro che la paura umana che si materializza sui mercati finanziari. In sintesi, per definizione si tratta di una massiccia vendita, su larga scala, di strumenti finanziari a causa di repentini ed estesi crolli di valore dei medesimi.

Nel panic selling, gli investitori vogliono praticamente disfarsi delle loro posizioni senza preoccuparsi del prezzo. L’unico desiderio che hanno è quello di limitare i danni.

In pratica, si perde qualsiasi razionalità e la fanno da padrone la paura e l’emozione.

Solitamente, il panic selling è inserito all’interno di un trend ribassista già in atto e costituisce l’ultima fase ribassista prima di una inversione al rialzo. E pertanto, la vendita massiccia e su grande scala a qualsiasi prezzo, porta tracolli delle quotazioni con violente oscillazioni dei prezzi.

L’ultimo caso che abbiamo visto risale all’agosto del 2015, dove furono sospesi gli indici americani e solo il pronto e strano intervento della Banca Centrale statunitense frenò il calo che non ebbe conseguenze nello stile 24 ottobre 2008.

Questa massiccia vendita potrebbe essere però anche l’inizio di un movimento ribassista che potrebbe durare mesi, come potrebbe riguardare anche un breve periodo di vendite. Ma potrebbe avere, ed è lo scenario più probabilistico, anche una durata episodica.

Si provi ad immaginare come dai massimi storici al primo segnale di nervosismo, potrebbe scattare un flusso di vendite che per le dimensioni potrebbe innescare di certo un panico che porterebbe gli operatori soprattutto professionisti ad uscire dai mercati finanziari repentinamente proprio perché memori di giornate similari vissute.

Probabile? Aspettiamocelo a breve.

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