Assisteremo ad un altro “panic selling”?

panic-selling-2018Di qui ai prossimi mesi molto probabilmente si assisterà ancora ad un panic selling, che non è altro che la paura umana che si materializza sui mercati finanziari.

In sintesi, per definizione è una massiccia vendita, su larga scala, di strumenti finanziari che causa repentini ed estesi crolli di valore dei medesimi.

Nel panic selling, gli investitori vogliono praticamente disfarsi delle loro posizioni senza preoccuparsi del prezzo. L’unico desiderio che hanno è di limitare i danni.

In pratica, si perde qualsiasi razionalità e la fanno da padrone la paura e l’emozione.

Solitamente il panic selling è inserito all’interno di un trend ribassista già in atto e costituisce l’ultima fase ribassista prima di una inversione al rialzo. E, pertanto, la vendita massiccia e su grande scala a qualsiasi prezzo porta tracolli delle quotazioni con violente oscillazioni dei prezzi.

L’ultimo caso che abbiamo visto risale all’agosto del 2015, dove furono sospesi gli indici americani e solo il pronto e strano intervento della banca centrale americana frenò il calo che non ebbe conseguenze stile 24 ottobre 2008.

Il panic selling potrebbe essere, però, anche l’inizio di un movimento ribassista che potrebbe durare mesi come potrebbe riguardare anche un breve periodo di vendite. Ma potrebbe avere, ed è lo scenario più probabilistico, anche una durata episodica.

Si provi ad immaginare come dai massimi storici al primo segnale di nervosismo potrebbe scattare un flusso di vendite che per le dimensioni potrebbe innescare di certo un panico che porterebbe gli operatori soprattutto professionisti ad uscire dai mercati finanziari repentinamente proprio perché memori di giornate similari vissute.

Probabile? Aspettiamone uno entro fine 2018.

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