La riforma fiscale americana: criticità da tenere d’occhio

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La riforma fiscale degli USA nasconde qualcosa?

La riforma fiscale americana, anticipata già ad inizio 2017 da Trump, è stata spostata guarda caso alla fine dell’anno, ossia all’apice della salita dei mercati finanziari americani. Ma come è possibile che lo stato americano, indebitato all’inverosimile, invece di rientrare del debito pubblico aumentando le tasse, le tagli?

Le aziende americane, e quasi solo loro nel mondo, continuano ad avere utili da capogiro e lo stato americano piuttosto che tassarle maggiormente, gli sconta la tassazione. Poco possibile visto il debito pubblico che hanno.

Fa parte della strategia organizzata a tavolino tra le banche centrali e i centri di potere finanziari per trarre benefici enormi dai mercati finanziari? Molto probabilmente sì.

Le coincidenze strane, ma non troppo, viste in questo anno e nelle ultime settimane non sono tali. I volumi visti in acquisto nei book sono da insider trading, ma purtroppo queste dinamiche non sono accertabili. Volutamente?

E poi le multinazionali che già non pagano le tasse all’estero, si sposteranno sul territorio americano a produrre e a pagare le tasse? Sarebbe lecito chiederlo a Google o ad Apple.

La riforma fiscale servirà solo a completare la speculazione sui mercati finanziari in favore dei ricchi e i potenti e null’altro. Come già detto, uno stato con un debito pubblico esagerato alza le tasse non le aumenta.

Ma Trump forse ha una ricetta magica che deve spiegare al mondo intero. Come sarebbe arrivato il momento che le multinazionali paghino le tasse come tanti cittadini e imprese nel mondo.

Perché se un italiano va in Irlanda a fare una società, la mattina dopo gli contestano quanto giusto e oltre. Ci va Google e nessuna la tocca. Vergognoso? Solo con una adeguata tassazione dei profitti di Google si risolverebbero forse i problemi della fame del mondo.

Ma un mondo senza fame porterebbe a produrre anche altri stati e forse i monopoli di potere economico terminerebbero. E questa non è la volontà di chi comanda.

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