Un punto di vista sull’ipercomprato nei mercati finanziari americani

L'ipercomprato nei mercati finanziari americani

L’ipercomprato nei mercati finanziari americani

Il quadro tecnico presenta una situazione di ipercomprato su tutti gli indici americani. Ovvio come questo non costituisca un limite agli spazi di ulteriori rialzi, ma ne comprima le possibilità in buona parte considerati i livelli storici attuali.

Rimane chiaro come sia inderogabile non approfittare di questa situazione per liquidare tutte le posizioni azionarie e obbligazionarie gestite. Le stesse comporteranno solo costi a favore dei soggetti gestionali che non giustificheranno gli eventuali apprezzamenti dei corsi azionari ed obbligazionari; in aggiunta i rischi legati ai cali dei mercati sono nettamente superiori ai possibili benefici (vedi grafico storico pubblicato sul sito sullo S&P) .

Grafico bolla S&P mercati finanziari americani

Comunque, continuerà una fase di lateralità rialzista con improvvisi e repentini cali. Come risaputo è uno schema questo che va avanti dal 2008 ben congegnato dai potenti soliti noti, ignoti che con importanti liquidità e conoscendo le posizioni rialziste e ribassiste aperte manipolano i corsi dei mercati finanziari.

Nel brevissimo assisteremo ad un indice NASDAQ ben intonato e con bassi volumi in continuo adeguamento dei massimi storici.

La stranezza del non ritracciamento è solo legata all’attività di insider di coloro che sono già a conoscenza delle trimestrali dei vari come Google, Apple, Microsoft, Amazon, ecc… Essi hanno comprato sul velluto e approfitteranno delle trimestrali per liquidare le posizioni.

S&P e DOW JONES sono lo stesso ben intonati ma meno soggetti all’attività descritta sul NASDAQ per via dei volumi più importanti e meno manipolabili. Gli storni dei singoli titoli azionari al momento e a seguire per i prossimi mesi, non avranno grande profondità dato il rialzo della media del flottante negoziato.

Se i riacquisti di titoli sono passati per una media più alta di prezzo, ovviamente, le vendite in proporzione non produrranno effetti di discesa percentuali accentuati.

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