Crisi e mercati finanziari: cosa faranno le banche?

Ruolo banche crisi finanziaria

Anche questa volta le banche favoriranno i ricchi?

I mercati finanziari americani rimangono stagnanti a ridosso dei massimi storici con volumi risibili. E’ iniziata la consegna definitiva dei titoli azionari al cosiddetto “parco buoi” (una metafora utilizzata per descrivere tutti gli inconsapevoli risparmiatori che sono o saranno vittime dei tracolli finanziari e dei crack).

Alcuni risparmiatori comprano, indotti dai media e da altre fonti, titoli azionari che daranno per i prossimi anni un buon dividendo. Altri, invece, comprano fondi azionari sempre indotti da previsioni di rialzi dei mercati ancora straordinari.

Purtroppo, la memoria sui mercati finanziari è sempre corta e generazionale. Chi si rovinò nel crash della bolla del 2000 non è più entrato sui listini finanziari. Idem per quelli del 2008.

Oggi, una nuova generazione si appresta a vivere nei prossimi 20 mesi la sorpresa del crollo. Nouriel Roubini (celebre economista statunitense e docente di economia alla New York University) già nel 2013 prevedeva tracollo borsistico e bancario che si sarebbe potuto evitare solo con l’intervento delle banche centrali. Cosa puntualmente avvenuta in misura esagerata e non comprensibile.

Difatti, la crisi finanziaria attanaglia il mondo e l’unico risultato delle migliaia di miliardi immessi nel circolo delle borse mondiali è servito ad arricchire ulteriormente quelli già ricchi e a salvare le banche di proprietà di chi? Sempre dei ricchi? Sono stati comprati dalle banche centrali i titoli tossici e con quali soldi? Ma le banche centrali hanno un bilancio? Hanno una morale gestionale del danaro?

Allora avrebbero potuto salvare anche migliaia di piccole e medie imprese, dando loro denaro cosi come hanno fatto per i potenti. In questo caso si sarebbe risollevata l’economia reale davvero. Purtroppo non è avvenuto e come sempre saranno i piccoli a pagare.

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