L’analisi tecnica, una scienza inesatta

Analisi tecnica come scienza inesattaL’analisi tecnica e la scienza sono due parametri che tentano di definire le tendenze di ogni singolo strumento finanziario per poterne ottenere benefici nell’acquisto e nella vendita. Esse sono utilizzate dalla maggior parte degli operatori finanziari e da altri, anche non professionisti.

L’analisi tecnica si è fondata raccogliendo nel corso del tempo, gli studi di tecnici ed operatori, convalidati come indicatori. Questi ultimi, al giorno d’oggi, costituiscono quel complesso di strumenti tecnici atti ad individuare eccessi di tendenza, accumuli, medie ecc., utili a capire come regolarsi sui mercati finanziari in generale o su un singolo strumento.

Purtroppo anche la conoscenza specifica di questi indicatori, se non sommata ad una grande esperienza, non aiuta più di tanto e, addirittura, potrebbe creare grandi problemi nella gestione finanziaria; basti pensare alla situazione tecnica creatasi negli ultimi anni con indicatori in ipercomprato per anni.

Sarebbe più giusto definire l’analisi tecnica come la scienza del poi; nel senso che gli indicatori nella loro conformazione non garantiscono il succedersi di movimenti già esistiti. Un esempio classico è la famosa figura del testa e spalla: si forma una spalla con il movimento del prezzo, poi si forma una testa. Come si fa a capire se si starà formando l’altra una spalla o ci sarà un’ulteriore conformazione di rialzo? Pertanto l’analisi tecnica è assolutamente imperfetta ed utilizzabile solo come filtro di attività d’analisi più evolute ed al passo con i tempi, che sono enormemente cambiati rispetto a quando la maggior parte degli indicatori sono nati.

Purtroppo essa continua ad essere attuale nel sistema di informazione tecnico-finanziario perché è diventata oggetto di diffusione mediatica ed editoriale, nonché diffusa come certificazione di qualità del professionista del settore finanziario. Ma nessuno ha mai diffuso un segnale di acquisto e vendita vincente basato su uno specifico indicatore perché non possibile.

E questa è l’unica certificazione vera: l’imperfezione.

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